Dalle Ande alla Calabria, il lungo viaggio dell’erba Mate

13/06/2019

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Il Mate è una bevanda simile al tè prodotta con le foglie dell’omonima erba, dalle mille proprietà e dai mille usi, perché può essere consumato sia caldo che freddo e spesso accompagna anche il pasto a tavola, prestandosi per il suo gusto particolare al cibo salato ma anche ai dolci.
Molti sono gli effetti del consumo sul nostro organismo, e i più conosciuti sono quelli diuretici, energizzanti e stimolanti, grazie alla caffeina che è presente nelle foglie in grande quantità (2%). Alcuni studi scientifici dell’università dell’Illinois hanno decretato l’efficacia dei principi attivi contenuti nell’erba per combattere il tumore al colon.

La preparazione del Mate può avvenire come per qualsiasi tè o tisana, ma tradizionalmente viene servito in un recipiente apposito fatto con alcune zucche scavate (detto mate o porongo) e bevuto con la bombilla, una speciale cannuccia di metallo che ha anche la funzione di filtrare le foglie. Più volte sono state pubblicate immagini di Papa Francesco intendo a bere il Mate in maniera tradizionale, in quanto è la bevanda preferita dal Papa argentino.

I primi europei a conoscere il Mate sono stati gli spagnoli che hanno appreso l’uso e le virtù dagli indios guaranì ai tempi della colonizzazione del Brasile. In poco tempo l’abitudine di consumare l’erba Mate (più conosciuta come Yerba Mate) si è estesa ad altri paesi sudamericani, quali l’Urugay, il Paraguay, Cile e attraverso le Ande è disceso in Argentina, diventando una delle più famose bevande nazionali.

È arrivato dalle Ande in Italia grazie agli emigranti di ritorno dal Sud America e viene preparato e consumato soprattutto in Calabria. E proprio in questa regione italiana viene prodotta la prima bevanda europea a base di erba Mate e limoni nostrani. Gli artefici di questo prodotto sono due giovani, Adrien e Jacopo, che su Vice hanno raccontato la storia della loro impresa, in una sorta di viaggio “Dagli appennini alle Ande”, soltanto in senso contrario...