Che cavolo!

18/04/2019

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Nella lingua italiano lo usiamo in tanti modi di dire e non lo facciamo certo in modo lusinghiero: se citiamo il cavolo intendiamo sempre qualcosa di poco valore o messo lì a sproposito. Contrariamente al sentire popolare e alla sua facile reperibilità questo è un alimento davvero importante per le sue virtù nutritive, in particolare la varietà del cavolo nero.

Questa varietà (Brassica oleracea) è presente da diverso tempo in Europa, fin dal 600 a.C. quando fu importata dall’Asia Minore. È conosciuto anche come cavolo toscano, perché qui viene coltivato ed è ingrediente principale di numerosi piatti tipici, come la famosa ribollita.
La pianta del cavolo nero si coltiva facilmente e lo si trova praticamente in quasi tutti i periodi dell’anno. A differenza degli altri prodotti della famiglia dei cavoli non ha una forma rotonda, ma più allungata e foglie lunghe e rugose con una parte interna molto dura che non viene consumata.

Dal punto di vista nutrizionale è ottimo da inserire nelle diete ipocaloriche, poiché è composto per la maggior parte da acqua e fibre, con una percentuale di carboidrati e proteine, nonché molti sali minerali e vitamine. In particolare il cavolo nero contiene calcio, ferro, magnesio, fosforo, potassio, sodio, zinco, rame, manganese, zolfo, selenio e fluoro. Tra le vitamine abbiamo la presenza della A, di alcune del gruppo B (B1, B2, B3, B6), della vitamina C (poche foglie ne hanno più di una arancia intera!) e soprattutto la vitamina K, una vitamina essenziale alla coagulazione del sangue e che il nostro organismo deve integrare tutti i giorni con l’alimentazione.

Tutti i cosiddetti superfoods hanno proprietà benefiche sulla salute umana, ma nel caso del cavolo nero sono stati fatti diversi studi internazionali che ne hanno attestato i benefici nella prevenzione di alcune forme tumorali, in quanto è un formidabile antiossidante. Inoltre, uno studio italiano pubblicato pochi anni fa sulla rivista CNS Neuroscience & Therapeutics ha rilevato gli effetti protettivi che il cavolo nero ha nei confronti di una malattia seria come la sclerosi multipla.

Il cavolo nero si consuma abitualmente cotto e nelle zuppe, ma è stato osservato come la prolungata cottura faccia diminuire le proprietà antiossidanti. È quindi preferibile una cottura veloce o anche il consumo a crudo, frullato in bevanda, da consumare proprio per una veloce merenda prendendo alla lettera il famoso detto!