Il farro, cereale antico

29/07/2021

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Il farro è un cereale la cui coltivazione è antichissima. È con molta probabilità il primo frumento coltivato dall’uomo, utilizzato come sostentamento fin dal Neolitico. Con lo sviluppo delle moderne tecniche di coltura la sua coltivazione è andata via via riducendosi in favore del grano tenero e dal grano duro, che avevano una resa maggiore e minori costi di lavorazione.

Con il termine farro si intendono comunemente tre specie del genere Triticum: 

  • farro piccolo o farro monococco (Triticum monococcum), la specie più antica;
  • farro medio o farro dicocco (Triticum dicoccum), considerato il farro per eccellenza;
  • farro grande o farro spelta (Triticum spelta).

È una pianta che si adatta anche ai terreni poveri ed è in grado di resistere alle basse temperature. In Italia è coltivato principalmente in Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Umbria e Lazio.

Il farro in cucina

Il farro è un cereale molto versatile e molto apprezzato in cucina. Può essere consumato in chicchi o sotto forma di farina. Il farro in chicchi viene consumato sopratutto in insalata, come alternativa alla pasta fredda o all’insalata di riso, o in zuppe, mentre sotto forma di farina viene trasformato in pasta o utilizzato nella preparazione di vari tipi di prodotti da forno.

Il farro si può poi acquistare integrale, perlato, semiperlato, decorticato e spezzato. 

Il farro integrale è quello che conserva il suo involucro esterno, ricco di fibre, e quindi più saziante.

Il farro perlato è quello invece decorticato, che cuoce più rapidamente ed è costituito principalmente da amidi.

Proprietà del farro

Rispetto agli altri cereali, il farro si distingue per diverse caratteristiche: ha una minore percentuale di glutine, un alto tasso di digeribilità e un’elevata concentrazione di metionina, un amminoacido essenziale, fondamentale per il corretto funzionamento dell’apparato digerente.

Tra le sostanze nutritive più importanti e benefiche contenute nel farro ci sono le fibre, che favoriscono i processi digestivi, le vitamine del gruppo B, importanti per il metabolismo dei carboidrati, e numerosi minerali, tra i quali sodio, calcio e magnesio. Il consumo di questo cereale risulta utile per evitare picchi glicemici nel sangue e per prevenire l’innalzamento del colesterolo “cattivo”.