Avena, il “medico” che controlla la nostra salute

16/05/2019

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L’avena è un cereale molto antico e conosciuto, ma che ha goduto nei secoli di una immeritata cattiva fama. Fin dai tempi degli antichi romani, nel bacino del mediterraneo questo alimento era ritenuto meno importante rispetto ad altri tipi di grano e riservato quasi esclusivamente all’alimentazione animale, al punto che ancora in diverse parti d’Italia il termine “biada” indica il fieno d’avena per i cavalli.

Molti altri paesi, invece, consumano abitualmente l’avena e questo alimento è alla base di ricette come il famoso porridge, che viene preparato in quasi tutti i paesi del nord Europa, in Germania, ma anche in Africa e nelle Americhe. La sua larga diffusione la si deve al fatto che la pianta ha una buona resa e le varietà selezionate nel tempo, a differenza di quelle storiche, sono quasi immuni dagli attacchi di insetti e parassiti.

Dal punto di vista nutrizionale l’avena si distingue per l’alto contenuto di fibre, anche perché subisce meno lavorazioni rispetto agli altri cereali: oltre il 10%. Come tutti i cereali, anche l’avena è composta per la maggior parte di carboidrati e di proteine, ma contiene anche una significativa percentuale di grassi, soprattutto mono e polinsaturi, quali l’acido linoleico, l’acido oleico e quello palmitico. È un alimento ricco di sali minerali (calcio, magnesio, potassio, ferro e fosforo) e anche di vitamine del gruppo B. Il glutine di avena è differente da quello degli altri grani e di conseguenza la farina ha difficoltà a lievitare, ma nel contempo è ben tollerata da chi soffre di celiachia.

Il vero motivo di interesse per l’avena sono le molte proprietà benefiche accertate che il consumo regolare ha sulla salute. Molti studi scientifici, in particolare in area anglosassone, hanno certificato i benefici in due patologie distinte: il diabete di tipo 2 e il rischio cardiovascolare.
Questo perché tra le fibre dell’avena abbiamo una ricca presenza di β-glucano, che è molto viscoso e resistente alla digestione e di conseguenza aiuta a tenere sotto controllo l’assorbimento degli zuccheri nell’intestino, diminuendo il picco glicemico dopo il pasto e la risposta insulinica. Inoltre, il β-glucano aiuta la riduzione del colesterolo, agendo sia sui livelli serici del sangue che nell’impedirne la sintesi nel fegato.

Oltre a quello alimentare vi è un uso poco conosciuto dell’avena ma che potrebbe nei prossimi anni essere sempre più importante in chiave ecologica: è un ottimo biocarburante. L’uso dei cereali per la combustione e il riscaldamento non è una novità perché sono sostanze molto caloriche ed esistono già diversi impianti che utilizzano il mais. Il granoturco, però, è basso di cellulosa e per bruciare vengono aggiunti pellet di legno. L’avena è l’unico cereale che contiene oltre il 10% di cellulosa e questo la rende un carburante naturale perfetto e già pronto.